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Gli anestesisti del nosocomio “Chidichimo” di Trebisacce dovranno andare a Rossano
Ospedale, medici trasferiti
Via alla protesta, i consiglieri Franchino e Gallo convocano un’assemblea
 


5 febbraio 2012 - F. Maurella

 

 


TREBISACCE. Ospedale, parte la mobilitazione, da domani inizia la protesta. Il servizio è sospeso, i medici hanno avuto il trasferimento, così ieri è stato convocato dal consigliere regionale, Mario Franchino, un incontro con i sindaci ed i rappresentanti istituzionali dell’Alto Jonio per discutere, ancora una volta,   sulle iniziative da intraprendere a tutela dell’ospedale di Trebisacce. Ciò a seguito delle ultime disposizioni impartite dal direttore generale dell’Asp, Gianfranco Scarpelli, soprattutto per quanto riguarda il trasferimento a Rossano, da domani 6 febbraio, degli anestesisti rianimatori in servizio presso il “Guido Chidichimo”. All’incontro, presieduto dal presidente della Comunità montana, Pietro Groia, hanno preso parte, oltre a tutti i sindaci del comprensorio, i consiglieri provinciali Mario Melfi, Giuseppe Ranù e Franco Mundo ed il consigliere regionale Gianluca Gallo che ha risposto all’appello di Franchino presenziando all’incontro. L’assemblea ha preso atto della lettera dei 26 medici ancora in servizio presso il presidio ospedaliero di Trebisacce, con la quale declinano «ogni responsabilità medico legale, per eventuali danni a persone o complicanze di qualsivoglia natura che si dovessero verificare per le carenze organizzative denunciate ». Carenze dettate dalle disposizioni di Scarpelli per cui i medici comunicano che, a decorrere da domani, 6 febbraio, «non sarà più possibile garantire adeguata assistenza medica ai pazienti, con compromissione delle funzioni vitali, che dovessero pervenire al  Punto di primo intervento o pazienti ricoverati nel reparto di medicina, geriatria, cardiologia o in emodialisi ». «Ciò – conclude la missiva -, in quanto verrà a mancare, dal 6 febbraio, il supporto dei colleghi anestesisti- rianimatori che, a nostro avviso, è indispensabile e insostituibile per una adeguata assistenza ai pazienti acuti». La lettera, con la quale i medici ospedalieri declinano ogni responsabilità, è stata inviata al direttore generale dell’Asp, Scarpelli, ai direttori sanitari dell’area Jonio-Pollino, Palumbo e dell’ospedale di Trebisacce, Scutari, ai sindaci dell’Alto Jonio, al Prefetto di Cosenza, al dottore Cavalcanti, dell’Unità operativa di Risk management di Cosenza, al responsabile della Centrale operativa provinciale del 118, Borselli, al responsabile dell’Unità operativa di ane-  stesia e rianimazione dei presidi di Corigliano-Rossano, Vincenzo Felice, al presidente dell’Ordine dei medici di Cosenza e, per conoscenza, a Leoluca Orlando, presidente della Commissione parlamentare sugli errori sanitari. L’assemblea ha avviato i lavori attraverso l’inter - vento del consigliere regionale Mario Franchino che ha ripercorso il lungo iter di concertazione tanto con i vertici sanitari regionali  quanto con il direttore generale dell’Asp, Scarpelli, riuscendo ad ottenere un impegno di Scopelliti a tenere in considerazione l’ospedale di Trebisacce a conclusione dell’emergenza economica e da Scarpelli i quattro posti letto di cardiologia accorpati alla medicina, con quattro cardiologi. «Qualcuno mi ha definito – ha sottolineato Franchino – un leghista del Sud ma io appartengo ad un grande partito e la difesa di un territorio spogliato dei suoi elementari diritti alla salute, sono assolutamente prioritari». E poi ha aggiunge la missiva: «Conto solo su di noi e sulle istituzioni locali - ha concluso l’esponente regionale del Pd -, per ottenere risultati concreti a tutela  dell’ospedale, considerando che vi è anche un’avversione riformista e di sinistra sindacale verso il presidio di Trebisacce». In successione, registriamo gli interventi dei consiglieri provinciali Mario Melfi, Giuseppe Ranù, Franco Mundo e dei sindaci Vincenzo Gaudio (Alessandria del Carretto), Tonino Santagata (Castroregio), Mariano Bianchi (Trebisacce), Leonardo Valente (Francavilla Marittima),  Antonello Ciminelli (Amendolara) e del consigliere regionale Gianluca Gallo che ha evidenziato “la scarsa attenzione regionale verso questo territorio calabrese” e concordato con il sindaco Gaudio sulle “spese sanitarie ancora incontrollate e gli sprechi che ancora si verificano”, riferendosi, così come prima  aveva fatto Gaudio, ai mancati accorpamenti dei reparti ospedalieri di Rossano e Corigliano «che pur essendo distanti pochi chilometri, continuano a funzionare come ospedali fotocopia mentre su altri presidi si abbatte la mannaia del Piano di rientro sanitario». La discussione, per certi versi anche accesa, ha preso in considerazione la possibilità di abbandonare la concertazione istituzionale ed avviare azioni di protesta. Gallo ha dato la sua disponibilità per proseguire con un’azione istituzionale,  trovando sponda in Mario Franchino che, come i consiglieri provinciali ed i sindaci, intendono promuovere anche un’azione dimostrativa all’insegna della protesta civile. Pertanto, l’assemblea ha deciso un sit-in di protesta da attuarsi lunedì mattina dalle 8 e 30, presso il presidio ospedaliero di Trebisacce ed è prevedibile che ci sarà una grande mobilitazione da parte dei cittaidni dei territori interessati.
 



 

 
 
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