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Il sindaco di Cassano Jonio teme che Rfi sembra intenzionata a chiudere l’ufficio movimento dello scalo ferroviario Mobilitazione per la stazione di Sibari


25 gennaio 2012
 

CASSANO JONIO. Dopo il taglio dei treni a lunga percorrenza, che di fatto ha portato all’isolamento della Calabria citeriore dal resto d’Italia, Sibaritide e Pollino potrebbero dover rinunciare alla piena funzionalità della stazione ferroviaria di Sibari. Il rischio che l’importante snodo possa vedere deponteziato il suo ruolo di crocevia tra il corridoio ionico e quelli adriatico e tirrenico è confermato dalle risposte alle istanze di chiarimento che il sindaco di Cassano Ionio e consigliere regionale Gianluca Gallo ha ottenuto dai referenti di Rete ferroviaria italiana, la società proprietaria delle stazioni italiane. “A seguito delle allarmate segnalazioni di diversi cittadini e di qualche associazione, ha riferito Gallo, ho avuto modo di verifìcare che Rfi sarebbe effettivamente intenzionata, per effetto di una decisione assunta in via unilaterale e fin qui tenuta riservata, a chiudere l’ufficio movimento della stazione sibarita, il che significherebbe privare la stazione di Sibari dell’ultimo brandello di operatività, anche se il servizio continuerebbe ad essere assicurato con sistemi automatizzati”. In pericolo pure la biglietteria, già oggi aperta solo in determinate fasce orarie e destinata ad essere sostituita da una biglietteria automatica, essa pure allo stato già presente nei locali della struttura. “Di fronte a questo scenario, ha aggiunto il sindaco  di Cassano, dura sarà la nostra reazione. Ho già inoltrato richiesta di incontro al Compartimento regionale di Rfi, per capire come stiano effettivamente le cose. Al tempo stesso, ho invitato la presidenza del consiglio  comunale a voler convocare una conferenza dei capigruppo per assumere una posizione unitaria sul merito della vicenda”. “In situazioni del genere, come precedenti, triste esperienze del passato insegnano, ha concluso Gianluca Gallo, l’unità è fondamentale per evitare il depauperamento del territorio. Per vincere questa battaglia, occorre uno sforzo che coinvolga Comune, Provincia e Regione,e con loro anche le forze politiche, i sindacati e la società civile, per una mobilitazione che spinga anche il Governo, attraverso l’opera dei rappresentanti istituzionali del comprensorio, ad adoperarsi perché Rfi e Trenitalia rivedano le loro scelte fortemente penalizzanti nei riguardi del Meridione e della nostra terra in particolare. Al riguardo, saremo inflessibili: non consentiremo nuovi scippi e rapine”.  
 
 
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