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Sibari ultima “fermata”
Il territorio si ribella
Presentate due interrogazioni al ministro Passera


26 GENNAIO 2012 - M. Le Fosse
 


CASSANO - La paventata chiusura della stazione ferroviaria di Sibari, a partire dalla prossima estate e circolata nei giorni scorsi sul web, ha scatenato un coro di dissensi e preoccupazioni sull’intero territorio ionico: dalle associazioni, finendo ai partiti politici. E mentre a Cassano ogni pretesto sembra essere buono per muovere una critica al sindaco/consigliere regionale   Gallo (si leggano reazioni del centrosinistra cassanese), nell’hinterland della sibaritide si pensa già alla mobilitazione di massa. Così come annunciato dalla rete difesa del territorio “Franco Nisticò”. «La chiusura della stazione di Sibari – si legge nella nota a firma di Flavio Stasi - non è solo un pugno in faccia alle popolazioni di tutta la fascia ionica, ma è il segnale di come la classe dirigente voglia ridurre il nostro territorio ad un avamposto del terzo mondo, senza servizi ma con industrie ultra- inquinanti e discariche… Ci mobiliteremo – annuncia - per pretendere dal governo un'inversione di rotta sui trasporti ». Ciò, partendo da tre punti irrinunciabili: la restaurazione delle tratte a lunga percorrenza; la riapertura delle stazioni della sibaritide; l'avvio di un processo di stesura partecipata di un nuovo piano dei trasporti. Ma sulla possibile chiusura del “nodo” di Sibari (ultimo avamposto della mobilità ionica su rotaia) i deputati del Pd, Nicodemo Oliverio e Franco Laratta, e quelli dell’Udc, Mario Tassone e Roberto Occhiuto, hanno già presentato due distinte interrogazioni al Ministro dei Trasporti, Corrado Passera. «Chiudere la stazione di Sibari – dicono i due democrat - significherebbe privare la locale stazione ferroviaria dell'ultimo brandello di operatività... Le decisioni di Trenitalia – concludono - rischiano di creare un vero e proprio isolamento per l'intera regione con ricadute economiche e sociali negative su tutte le realtà imprenditoriali e territoriali». «Si corre il rischio – aggiungono invece i centristi Tassone e Occhiuto – di dare un ulteriore colpo al già grave isolamento dell’area ionica calabrese, con ricadute occupazionali ed economiche alquanto negative per il tessuto produttivo locale. La riduzione dei finanziamenti statali – ammoniscono i parlamentari Udc - non può tradursi in uno smantellamento del contratto universale di servizio che assolve, proprio nel Mezzogiorno dove è sempre più evidente l'assenza di infrastrutture capaci di garantire ottimali condizioni di trasporto, ad una vera e propria funzione sociale ». Intanto, nelle ore successive alla notizia, circolata sui social-network, i primi ad intervenire, oltre al sindaco di Cassano Gallo, anche le altre forze politiche cittadine e del circondario. Il Circolo sibarita di Sel ha invitato il primo cittadino a convocare la conferenza dei sindaci della Sibaritide perché «è importante che tutti i comuni del territorio siano coinvolti e mobilitati ». Il segretario provinciale del Psi Gianni Papasso parla di danno che «va a discapito dei cittadini: allontanati sempre di più dal resto del Paese». Analoga presa di posizione arriva dal Pd, per il quale si tratta di «un provvedimento inaccettabile, incomprensibile ed oltraggioso che andrebbe a penalizzare un territorio già fortemente provato sul piano della mobilità e delle infrastrutture». «Dopo la chiusura degli ospedali, la chiusura paventata degli uffici del Giudice di Pace e il disinteresse totale dei governi nei nostri confronti in materia di viabilità, sviluppo, sanità e cultura, la situazione è diventata davvero insostenibile ». Questa, invece, la dura posizione del segretario di Futuro e Libertà di Villapiana, Michele Grande. «Dopo la soppressione di numerose tratte ferroviarie, tra queste lo storico convoglio Crotone- Milano – questa sembra la sintesi di tutto - ora l’intento è quello di completare l’opera privandoci della possibilità di utilizzare il treno come mezzo di trasporto».
 
 
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